Lilypie 2nd Birthday Ticker
giovedì, settembre 27, 2007

Dimenticavo...

....fra un mese esatto MI SPOSO!
postato da: cuoredicioccolata alle ore 27/09/2007 14:29 | link | commenti (6)(pop-up) | commenti (6)
categorie: momentanee
giovedì, settembre 27, 2007

Giù

Mi sento proprio giù oggi, senza nessun particolare motivo.


Speriamo che passi presto.

postato da: cuoredicioccolata alle ore 27/09/2007 13:28 | link | commenti (pop-up) | commenti
categorie: momentanee
martedì, settembre 25, 2007

Pioggia????

Non ci posso credere...piove! E pure assai!

Vedere la pioggia a Napoli è come vedere una palma nel deserto...


Stanotte abbiamo dormito bene io e Pusillisi, non ci siamo svegliate nemmeno una volta...nemmeno per la pipì!


E ora credo che ronfi....mentre io in ufficio al lavoro

Buongiorno!

postato da: cuoredicioccolata alle ore 25/09/2007 10:09 | link | commenti (1)(pop-up) | commenti (1)
categorie: questo e quello
martedì, settembre 18, 2007

She moves

Sento dei calcini teneri, ed ogni tanto tocco dei pizzi sulla pancia...saranno i piedini?




Amo Pusillisi in movimento!

postato da: cuoredicioccolata alle ore 18/09/2007 18:20 | link | commenti (6)(pop-up) | commenti (6)
categorie: cioccolata dolce, patunza
mercoledì, settembre 12, 2007

Lettera ad una bambina

Forse è arrivato il momento di raccontarti come è successo che oggi tu sei qui...visto che adesso sappiamo che sei Michelle. Vorrei farti vedere le parole come in uno di quei libricini colorati, pieni di orsetti e miele.


Il periodo di Aprile non è stato dei migliori per la tua mamma, diciamo che non lo è stato per niente. Volevo costruire qualcosa ma avevo paura, volevo mandare via qualcosa ma avevo paura. Io e il tuo papà avevamo cominciato a vivere insieme da poco, qualche mese.

Per diverse cose e varie difficoltà, abbiamo smembrato tutto. Per un qualcosa che di definitivo non lo è mai stato.

La tua mamma amava ed ama il tuo papà profondamente, e così lui dimostra anche verso di lei. Però ce n'è voluto di tempo, per prendersi. La mamma aveva paura della fiducia, cosa che ancora oggi le provoca dei pensieri passeggeri.


Quando la tua mammina ha capito che quel giorno, al ritorno dal lavoro, tuo padre non ci sarebbe stato...che non lo avrebbe trovato a casa, mai più...le prese un'angoscia, e cominciò a piangere dentro di sè. L'aria urlava in silenzio, e tutto intorno si zittì improvvisamente...come chi tende le orecchie e spalanca gli occhi. Cominciò un periodo bruttissimo.


La mamma soffriva e moriva dentro, tendeva verso quell'uomo che soffriva con lei, ma lontano, perchè così lei aveva voluto. Confusione, e soprattutto paura, quella paura. Quella Paura che non voleva lasciarla, quando arrivava. Continuarono a sentirsi al telefono tua mamma e tuo papà, come un cordone che non si vuole staccare.


E tu non c'eri ancora.


Le parole lontane erano uno strazio, le sensazioni di pace anelata e non vissuta, i ripensamenti, i rimorsi.

Perchè ci dobbiamo fare del male, se ci amiamo?

E tutti gli eventi trascinavano con sè le urla e il dolore, ed accadevano proprio allora, come per liberare le grida compresse in un petto d'anima oppressa. Piansi amaramente la morte di qualcuno, come quando piansi allora, bambina; urlai per le gesta di qualcuno che mi aggrediva, mentre avrei potuto scappare...

Tutti eventi che mi lacerarono maggiormente, come ad aprire uno squarcio e portare via qualcosa.

Qualcosa di brutto o di bello...io allora ancora non lo sapevo. Gli attacchi di panico cominciarono a straziarmi l'anima come anni fa...e ancora, e ancora. Mi sentivo morire. Ricordo che una notte mi svegliai di soprassalto nel mio letto in preda al panico, per un incubo...e ricordo che piangendo ad occhi chiusi (come bruciavano quelle lacrime! mi sembrava di avere dei tagli nel viso) dissi a me stessa: "basta morte basta...voglio delle nascite intorno a me! voglio la vita!".


Io e tuo padre decidemmo di vederci ancora, per sapere qual'era l'esito del nostro incontro...cosa avremmo fatto, cosa avremmo detto. Io lo amavo più di prima, e non mi decidevo, non mi decidevo.

Finimmo per abbracciarci ed io per piangere, e lui non piangeva con gli occhi ma col cuore, ed io vedevo nel suo sguardo tutto il suo amore per me. Stemmo insieme come due disperati, con lo strazio di qualcuno che ha quasi perso l'altro. Le mani e le braccia stringevano quasi a fare male. E tremavamo.

Era l'inizio di maggio.


La casa che avevamo la dovemmo lasciare, perchè il tuo papà non poteva stare con me per motivi di lavoro, ed io avevo paura a rimanere da sola dopo quello che era successo. Io tornai dalla tua nonna.

Cominciai a fare tante cose per distrarmi, mi iscrissi anche in palestra. Per un mese facevo gli addominali ma inconsciamente non mi sforzavo...cercavo di muovermi piano, non so perchè. Mi sentivo una strana energia-non energia...ma non ci feci tanto caso. Una mattina mentre stavo per andare al lavoro, quando ho avuto una forte vertigine; non ci badai, perchè soffrendo di pressione bassa mi succedeva spesso.


Arrivammo a metà giugno, ed io non avevo avuto il ciclo, ma avevo talmente la testa nel pallone che non ci feci caso. Quando ne parlai con il tuo papino, lui me lo fece notare...e facendo un calcolo veloce mi resi conto che non avevo il ciclo dalla fine di aprile...

Così toa papà mi consigliò di fare il test. Io lo comprai, e lo feci. Non avevo alcuna paura, ma mi sentivo imbambolata.

Tutte e due le linee rosse. Ero incinta.

Rimasi un attimo da sola in bagno. Pensavo, ma non ricordo cosa. Ricordo una improvvisa sensazione di sollievo. E di incredulità. Chiamo lui, al telefono. "Credo che tu abbia ragione", gli dissi. Per tutta la giornata ci chiamammo e ci mandammo messaggi di stupore ed incredulità. Che divennero poi di euforia.


Tu sei stata l'inizio della mia guarigione. La mia mente ha cominciato ad essere totalmente occupata da te, e da me e tuo padre come famiglia.


Presi subito appuntamento dal medico. Ci andai, io sola. Non volevo nessuno, e poi tuo padre non c'era. Il dottore mi fece un'ecografia...comparve la camera gestazionale ma non ti si vedeva ancora, non si vedeva ancora nulla. Il medico mi dà l'appuntamento per due settimane dopo. Tuo padre vuole venire, non sta nei panni; così per la prossima ecografia ci sarà anche lui.

La volta seguente ti si vede: un bozzolino, con quattro palline che fungevano da mani e piedi. Guardavamo quello schermo come pietrificati. Improvvisamente un rumore di un galoppo...era il tuo cuoricino. Ci siamo guardati ed abbiamo riso. Poi il dottore mi dice: "Guarda, questo è un abbozzo di manina"...ed io non so perchè, ma scoppio a piangere. Non ho pianto sentendo il tuo cuore....ho pianto guardando la tua manina a pallina!!


Da allora è cambiato tutto: la mia vita, i miei pensieri verso la vita e verso il tuo papino. Adesso provo un amore viscerale per lui, e per te qualcosa di indescrivibile. Non faccio altro che pensare cose belle, per i preparativi per la tua nascita e per il matrimonio fra me e tuo padre.


Mi hai guarita, amore mio. E noi ti amiamo...Michelle.

postato da: cuoredicioccolata alle ore 12/09/2007 16:25 | link | commenti (9)(pop-up) | commenti (9)
categorie: vissuto, patunza
lunedì, settembre 10, 2007

Michelle!

Oggi ho fatto l'ecografia strutturale...ero un po' in ansia (e il papino Armando più di me!), però è andato tutto bene, sembra che non ci sia nessun problema :)



E poi oggi è stata una giornata importante: abbiamo dato parola (ormai non se ne scappa più!!!), e poi ho saputo che Pusillisi è una bambina!



Michelle!
postato da: cuoredicioccolata alle ore 10/09/2007 20:26 | link | commenti (4)(pop-up) | commenti (4)
categorie: cioccolata felice, patunza
lunedì, settembre 10, 2007

19 settimane e 5 giorni

postato da: cuoredicioccolata alle ore 10/09/2007 10:55 | link | commenti (1)(pop-up) | commenti (1)
categorie: immagini, patunza
domenica, settembre 09, 2007

Sensations

Sono contenta di quello che sto costruendo.

Mi sento serena, finalmente.
postato da: cuoredicioccolata alle ore 09/09/2007 10:43 | link | commenti (2)(pop-up) | commenti (2)
categorie: riflessioni
giovedì, settembre 06, 2007

Gravidescion

Una delle situazioni più scoccianti della donna incinta è andare al bagno 35 volte al giorno.

postato da: cuoredicioccolata alle ore 06/09/2007 12:30 | link | commenti (pop-up) | commenti
categorie: flash
martedì, settembre 04, 2007

Blocco in ascensore

E' bello bloccarsi in ascensore mentre stai salendo in ufficio.


Ma soprattutto è meraviglioso ascoltare il tizio bloccato con te, che dice: "Non si preoccupi, una volta sono rimasto bloccato in quest'ascensore 3 quarti d'ora".

postato da: cuoredicioccolata alle ore 04/09/2007 09:54 | link | commenti (1)(pop-up) | commenti (1)
categorie: vissuto
lunedì, settembre 03, 2007

Calci!

Si, adesso lo posso dire: ho sentito uno dei primi calcini di Pusillisi :)

Molto lieve e delicato, il mio bambino :)

postato da: cuoredicioccolata alle ore 03/09/2007 11:47 | link | commenti (7)(pop-up) | commenti (7)
categorie: patunza
domenica, settembre 02, 2007

Se tutto cambia






Ascolto l'attimo

quello in cui tutto va bene

o quasi



smetto di cucire le vesti

di un mondo non più mio, ormai

ago e filo non servono

che non c'è più orlo lacero

da curare.



Se la vita è un vestito rosso

lo indosso con timidezza

che non v'è gioiello alcuno

ad aggiungersi, per mostrare.



E' sempre un colore diverso

sembra di vedere in un film, a volte

com'è che cambia, com'è che spinge in fuori

una tinta così diversa, mai attesa prima.



Aprendo una finestra di legno

affondo le narici  in lenzuola bagnate

chè il profumo mi inebria



e poso due scarpine

bianche.
postato da: cuoredicioccolata alle ore 02/09/2007 12:15 | link | commenti (1)(pop-up) | commenti (1)
categorie: poesie
sabato, settembre 01, 2007

Movimenti

Sento delle piccole bollicine sotto la pancia, ma non riesco a caire se è già Pusillisi...uff.
postato da: cuoredicioccolata alle ore 01/09/2007 09:59 | link | commenti (4)(pop-up) | commenti (4)
categorie: patunza

Cioccolata del momento

Mon Amour

Chi sono

Utente: cuoredicioccolata

Cioccolata non è solo un cibo. Cioccolata è un modo di vivere, un modo di sentire, un modo di vedere. Cioccolata è la speranza che tutto ciò che c'è attorno diventi una grande, enorme pralina.

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Mi sento proprio giù oggi, senza nessun particolare motivo.


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Non ci posso credere...piove! E pure assai!

Vedere la pioggia a Napoli è come vedere una palma nel deserto...


Stanotte abbiamo dormito bene io e Pusillisi, non ci siamo svegliate nemmeno una volta...nemmeno per la pipì!


E ora credo che ronfi....mentre io in ufficio al lavoro

Buongiorno!

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Sento dei calcini teneri, ed ogni tanto tocco dei pizzi sulla pancia...saranno i piedini?




Amo Pusillisi in movimento!

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Forse è arrivato il momento di raccontarti come è successo che oggi tu sei qui...visto che adesso sappiamo che sei Michelle. Vorrei farti vedere le parole come in uno di quei libricini colorati, pieni di orsetti e miele.


Il periodo di Aprile non è stato dei migliori per la tua mamma, diciamo che non lo è stato per niente. Volevo costruire qualcosa ma avevo paura, volevo mandare via qualcosa ma avevo paura. Io e il tuo papà avevamo cominciato a vivere insieme da poco, qualche mese.

Per diverse cose e varie difficoltà, abbiamo smembrato tutto. Per un qualcosa che di definitivo non lo è mai stato.

La tua mamma amava ed ama il tuo papà profondamente, e così lui dimostra anche verso di lei. Però ce n'è voluto di tempo, per prendersi. La mamma aveva paura della fiducia, cosa che ancora oggi le provoca dei pensieri passeggeri.


Quando la tua mammina ha capito che quel giorno, al ritorno dal lavoro, tuo padre non ci sarebbe stato...che non lo avrebbe trovato a casa, mai più...le prese un'angoscia, e cominciò a piangere dentro di sè. L'aria urlava in silenzio, e tutto intorno si zittì improvvisamente...come chi tende le orecchie e spalanca gli occhi. Cominciò un periodo bruttissimo.


La mamma soffriva e moriva dentro, tendeva verso quell'uomo che soffriva con lei, ma lontano, perchè così lei aveva voluto. Confusione, e soprattutto paura, quella paura. Quella Paura che non voleva lasciarla, quando arrivava. Continuarono a sentirsi al telefono tua mamma e tuo papà, come un cordone che non si vuole staccare.


E tu non c'eri ancora.


Le parole lontane erano uno strazio, le sensazioni di pace anelata e non vissuta, i ripensamenti, i rimorsi.

Perchè ci dobbiamo fare del male, se ci amiamo?

E tutti gli eventi trascinavano con sè le urla e il dolore, ed accadevano proprio allora, come per liberare le grida compresse in un petto d'anima oppressa. Piansi amaramente la morte di qualcuno, come quando piansi allora, bambina; urlai per le gesta di qualcuno che mi aggrediva, mentre avrei potuto scappare...

Tutti eventi che mi lacerarono maggiormente, come ad aprire uno squarcio e portare via qualcosa.

Qualcosa di brutto o di bello...io allora ancora non lo sapevo. Gli attacchi di panico cominciarono a straziarmi l'anima come anni fa...e ancora, e ancora. Mi sentivo morire. Ricordo che una notte mi svegliai di soprassalto nel mio letto in preda al panico, per un incubo...e ricordo che piangendo ad occhi chiusi (come bruciavano quelle lacrime! mi sembrava di avere dei tagli nel viso) dissi a me stessa: "basta morte basta...voglio delle nascite intorno a me! voglio la vita!".


Io e tuo padre decidemmo di vederci ancora, per sapere qual'era l'esito del nostro incontro...cosa avremmo fatto, cosa avremmo detto. Io lo amavo più di prima, e non mi decidevo, non mi decidevo.

Finimmo per abbracciarci ed io per piangere, e lui non piangeva con gli occhi ma col cuore, ed io vedevo nel suo sguardo tutto il suo amore per me. Stemmo insieme come due disperati, con lo strazio di qualcuno che ha quasi perso l'altro. Le mani e le braccia stringevano quasi a fare male. E tremavamo.

Era l'inizio di maggio.


La casa che avevamo la dovemmo lasciare, perchè il tuo papà non poteva stare con me per motivi di lavoro, ed io avevo paura a rimanere da sola dopo quello che era successo. Io tornai dalla tua nonna.

Cominciai a fare tante cose per distrarmi, mi iscrissi anche in palestra. Per un mese facevo gli addominali ma inconsciamente non mi sforzavo...cercavo di muovermi piano, non so perchè. Mi sentivo una strana energia-non energia...ma non ci feci tanto caso. Una mattina mentre stavo per andare al lavoro, quando ho avuto una forte vertigine; non ci badai, perchè soffrendo di pressione bassa mi succedeva spesso.


Arrivammo a metà giugno, ed io non avevo avuto il ciclo, ma avevo talmente la testa nel pallone che non ci feci caso. Quando ne parlai con il tuo papino, lui me lo fece notare...e facendo un calcolo veloce mi resi conto che non avevo il ciclo dalla fine di aprile...

Così toa papà mi consigliò di fare il test. Io lo comprai, e lo feci. Non avevo alcuna paura, ma mi sentivo imbambolata.

Tutte e due le linee rosse. Ero incinta.

Rimasi un attimo da sola in bagno. Pensavo, ma non ricordo cosa. Ricordo una improvvisa sensazione di sollievo. E di incredulità. Chiamo lui, al telefono. "Credo che tu abbia ragione", gli dissi. Per tutta la giornata ci chiamammo e ci mandammo messaggi di stupore ed incredulità. Che divennero poi di euforia.


Tu sei stata l'inizio della mia guarigione. La mia mente ha cominciato ad essere totalmente occupata da te, e da me e tuo padre come famiglia.


Presi subito appuntamento dal medico. Ci andai, io sola. Non volevo nessuno, e poi tuo padre non c'era. Il dottore mi fece un'ecografia...comparve la camera gestazionale ma non ti si vedeva ancora, non si vedeva ancora nulla. Il medico mi dà l'appuntamento per due settimane dopo. Tuo padre vuole venire, non sta nei panni; così per la prossima ecografia ci sarà anche lui.

La volta seguente ti si vede: un bozzolino, con quattro palline che fungevano da mani e piedi. Guardavamo quello schermo come pietrificati. Improvvisamente un rumore di un galoppo...era il tuo cuoricino. Ci siamo guardati ed abbiamo riso. Poi il dottore mi dice: "Guarda, questo è un abbozzo di manina"...ed io non so perchè, ma scoppio a piangere. Non ho pianto sentendo il tuo cuore....ho pianto guardando la tua manina a pallina!!


Da allora è cambiato tutto: la mia vita, i miei pensieri verso la vita e verso il tuo papino. Adesso provo un amore viscerale per lui, e per te qualcosa di indescrivibile. Non faccio altro che pensare cose belle, per i preparativi per la tua nascita e per il matrimonio fra me e tuo padre.


Mi hai guarita, amore mio. E noi ti amiamo...Michelle.

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:TESTO:Oggi ho fatto l'ecografia strutturale...ero un po' in ansia (e il papino Armando più di me!), però è andato tutto bene, sembra che non ci sia nessun problema :)



E poi oggi è stata una giornata importante: abbiamo dato parola (ormai non se ne scappa più!!!), e poi ho saputo che Pusillisi è una bambina!



Michelle!
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Una delle situazioni più scoccianti della donna incinta è andare al bagno 35 volte al giorno.

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E' bello bloccarsi in ascensore mentre stai salendo in ufficio.


Ma soprattutto è meraviglioso ascoltare il tizio bloccato con te, che dice: "Non si preoccupi, una volta sono rimasto bloccato in quest'ascensore 3 quarti d'ora".

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Si, adesso lo posso dire: ho sentito uno dei primi calcini di Pusillisi :)

Molto lieve e delicato, il mio bambino :)

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Ascolto l'attimo

quello in cui tutto va bene

o quasi



smetto di cucire le vesti

di un mondo non più mio, ormai

ago e filo non servono

che non c'è più orlo lacero

da curare.



Se la vita è un vestito rosso

lo indosso con timidezza

che non v'è gioiello alcuno

ad aggiungersi, per mostrare.



E' sempre un colore diverso

sembra di vedere in un film, a volte

com'è che cambia, com'è che spinge in fuori

una tinta così diversa, mai attesa prima.



Aprendo una finestra di legno

affondo le narici  in lenzuola bagnate

chè il profumo mi inebria



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