Cioccolata è stata intervistata!! Date un'occhiata al sito di Marco Minghetti
Vi siete persi Striscia ieri sera? Bene, allora guardatevi questo servizio...e meditate gente, meditate.
Non ci sono mai parole adatte per descrivere la rabbia di quello che deve vivere la gente civile innocente a causa di una guerra che non vuole nessuno!!!
Ho trovato questo video da Voloalto, e non si può evitare di mostrare quello che in tv non si vede.
E' un video crudo, le immagini sono terribili. Io a un certo punto ho dovuto chiudere. Se siete troppo sensibili, ve lo sconsiglio.
Ma questa è la realtà.
Video
| E' MORTO ALBERTO CASTAGNA |
ROMA - Il giornalista e conduttore tv Alberto Castagna e' morto. Castagna e' morto a Roma per una emorragia interna. Era nato a Castiglion Fiorentino (Arezzo) nel 1945.
IL CRONISTA PRESTATO AL VARIETA' Trenta anni di carriera giornalistica ma soprattutto 15 spesi da conduttore tv: per tutti il volto di Alberto Castagna e' soprattutto quello incorniciato dallo zucchetto di lana e dal baffo ammiccante in Stranamore, la trasmissione dagli ascolti record che inauguro' dal '94 una nuova stagione nei format tv. Nato a Castiglion Fiorentino nel 1945, Castagna inizia la carriera giornalistica al 'Piccolo' di Trieste. Nell'81 il passaggio al 'Settimanale', nell'82 l'assuzione al Tg2, in cui, dopo qualche anno in cronaca, diventa inviato speciale. A scoprire le potenzialita' di intrattenitore del cronista cogli occhi azzurri e il baffo sornione e' Pippo Baudo. Nell' 88 gli affida i collegamenti esterni di 'Serata d'onore', il varieta' che, dopo la sforunata esperienza a Canale 5 e il 'purgatorio' su Raitre, segna per Pippo il ritorno sulla grande ribalta. Da li' Castagna passa a 'Mattina 2', dando il via al sodalizio con Michele Guardi'.
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Auschwitz.
60 anni dopo.
“The one who does not remember history
is bound to live through it again.”
"Colui che non ricorda la storia è destinato a riviverla."
George Santayana
Innescato da un terremoto di 8,9 gradi Richter al largo di Sumatra

Le coste più colpite in Sri Lanka e India. Allarme per i turisti in Thailandia e Maldive. Fini: 20 italiani feriti. Onde fino in Africa
Un maremoto innescato da un terremoto sottomarino al largo dell'isola indonesiana di Sumatra ha devastato le coste e le isole di numerosi Stati dell'oceano Indiano centrale. Il bilancio delle vittime aumenta di ora in ora: alle 20 se ne contano almeno 11 mila. Svariate migliaia i feriti, ancora ignota la somma dei dispersi tra il gran numero di isole e atolli che affiorano nell'oceano. Le onde dopo ore hanno raggiunto le coste orientali dell'Africa provocando morti e dispersi in Somalia, Kenia e Seychelles.
«20 ITALIANI FERITI» - Il ministro degli esteri Gianfranco Fini ha detto che «alcuni connazionali risultano dispersi» e che risultano 20 italiani feriti: «Abbiamo notizie certe, le famiglie sono state avvertite o sono in via di avvertimento, di alcuni feriti che si trovano negli ospedali di Phuket, 13 per la precisione, e sette negli ospedali delle Maldive, in particolare nella capitale Male». Fini ha smentito la notizia che ci siano anche dei morti.
Il ministero degli Esteri e l'Enac hanno bloccato il traffico aereo dall'Italia per le Maldive. Gli aerei, quindi, fino a diversa disposizione non partiranno: i tre voli previsti dalla Malpensa, per un totale di circa 600 passeggeri, sono stati cancellati.
SOCCORSI - Per l'evacuazione dei connazionali presenti Fini ha precisato che «ci sono tre zone dove stiamo cercando di concentrare con enorme difficoltà coloro che desiderano tornare in patria. Si tratta dello Sri Lanka, di Phuket (Thailandia) e Male (Maldive), tre punti di evacuazione per italiani».
Per far fronte alla catastrofe, ha aggiunto Fini, «si sta agendo di concerto con le unità di crisi e protezione civile degli altri Paesi dell'Unione europea e la protezione civile italiana è stata incaricata del coordinamento».
E' il mega-annuncio che una donna, la quarantenne Helen Zou, ha affisso vicino al popolare teatro Ritz, in una delle strade più trafficate di Sydney, Australia. La signora Zou elenca le caratteristiche del suo uomo ideale: non fumatore, ironico e solida posizione finanziaria. Il classico buon partito.

Via email da Beppe
Sono in corso accertamenti per ricostruire la dinamica della tragedia. Forse il piccolo stava maneggiando l'arma
NUORO - È' morto in serata, nel reparto di rianimazione dell'ospedale San Francesco di Nuoro, un bambino di 4 anni colpito accidentalmente da un colpo d'arma da fuoco partito dalla pistola del padre, agente della Polizia di Stato. Le condizioni del piccolo erano apparse subito gravissime e inutili sono stati tutti i tentativi dei medici di salvarlo. La vittima era il figlio unico del poliziotto che presta servizio a Cagliari.
GLI ACCERTAMENTI DELLA QUESTURA - Gli uomini della questura di Nuoro stanno svolgendo accertamenti per verificare la dinamica dell'accaduto. Secondo quanto appreso da fonti della questura, il colpo sarebbe partito mentre il piccolo maneggiava la pistola. La polizia sta indagando per stabilire se al momento del grave incidente il padre del bimbo fosse in casa. L'episodio è avvenuto nel pomeriggio nell'abitazione dell'uomo in via Lollove. È stato il padre a soccorrere il figlio e ad accompagnarlo immediatamente all'ospedale.
Quel gatto sarà stato piccolo si e no un pugno di un uomo. Talmente piccolo, che lo si poteva spezzare. Beh, si è fatto di meglio. Lo si è picchiato, fino a fargli perdere un occhio. E visto che la cosa procurava anche divertimento, lo si è buttato anche nel Tevere. Ma si, tanto che vive a fare un essere inutile del genere.
La foto ritraeva il gattino. Ora sta meglio, un'anima pia si è gettata nel fiume per salvarlo. E lo ha portato da un veterinario.
Eh, si caro. Che uomo vero che sei. Sei proprio un uomo vero, tu che non hai le palle per vedertela con chi è meglio di te - e non è difficile trovarne, ti assicuro - e giustamente sfoghi i tuoi complessi d'inferiorità sugli esserini innocenti.
Mi auguro che tu possa cadere nel più ardente buco nero dell'universo, se mai ce ne fosse uno.
Azamas, 13 anni: "Quando sono fuggito, ho calpestato
i cadaveri dei miei compagni. A questo mi hanno ridotto
"Non uccideteci, siamo bimbi
loro ridevano e sparavano"
Il racconto delle bestialità: le ragazze violentate, un bambino ucciso per aver bevuto un succo di frutta. E non trova il fratello
dal nostro inviato GIAMPAOLO VISETTI
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| Il dolore di una madre |
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BESLAN - È dalle 6 del mattino che Azamas cammina davanti al cortile della scuola. Stanchissimo, non ha chiuso occhio per tutta la notte. Poi si è messo i pantaloni bianchi della tuta, un gilet di lana gialla e un paio di pantofole rosse. A 13 anni non si rassegna a non vedere più il fratello maggiore. È tornato qui per chiedere ai soccorritori di lasciarlo frugare tra i sacchi neri. Sono ancora stesi sul cortile: dentro i resti delle vittime irriconoscibili. Quando tutto è scoppiato erano assieme.
"Mi sono buttato dalla finestra - racconta - e ho cominciato a correre. Poi mi sono girato e Andrej non c'era". Parla sottovoce, lentamente, e continua a guardare chi arrivi, quando sente dei passi alle spalle. "Non ci davano da mangiare, chi voleva bere pisciava in un bicchiere. Non ci lasciavano parlare. Dovete stare zitti, gridavano. Il papà del mio compagno di banco s'è alzato per tranquillizzare alcune donne che piangevano. Lo hanno ucciso a mitragliate, davanti ai due figli".
Azamas s'avvicina a un soldato e gli chiede se abbia visto un bambino con un maglione rosso. Niente. "Alcune ragazze dell'ultimo anno delle superiori - prosegue - la seconda notte hanno chiesto di poter andare in bagno. Due terroristi le hanno seguite. Poi abbiamo sentito delle grida. Sono durate poco. Le nostre compagne sono uscite dopo venti minuti. Piangevano. Gli uomini con il passamontagna le hanno violentate: poi hanno chiamato altri tre compagni perché facessero lo stesso. Un guerrigliero ha gridato che se ancora qualcuna s'azzardava ad andare in bagno avrebbe fatto la stessa fine. Due mamme sono svenute e per poco non sono state ammazzate".
Non si spiega perché tutto sia successo. Dei rapporti tra Russia e Cecenia non sa nulla. "Alcuni di noi scolari hanno detto ai terroristi: "Lasciateci vivere, siamo solo dei bambini". Un guerrigliero s'è messo a ridere e ha detto che era peggio, se fossimo diventati grandi. Non ci hanno mai detto una parola buona, le donne kamikaze sembravano drogate e non parlavano. Il primo giorno un bambino della 5a classe ha preso dalla cartella un succo di frutta e s'è messo a bere. Uno di quelli s'è tolto il passamontagna, gli ha strappato il succo di mano e se l'è bevuto. Poi ha puntato la pistola alla nuca del nostro compagno e gli ha sparato. Ha detto che non gli piacevano gli indisciplinati".
Azamas dice che non perdonerà. "Quando sono fuggito - spiega - ho calpestato i cadaveri dei miei compagni. A questo mi hanno ridotto".
(5 settembre 2004)
Articolo integralmente preso dalla Repubblica
Difficile ricostruire i numeri della tragedia della scuola
I bambini morti sono almeno 156. Oltre 700 i feriti
Beslan: le vittime sono 330
Mancano all'appello 260 persone
Mistero sulla composizione del commando terrorista
Dato ufficiale: 26 unità tutte eliminate. Ma si parla di 50 persone
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| L'interno della scuola distrutta |
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BESLAN - I numeri dela tragedia di Beslan si complicano sempre di più. L'ultimo bilancio ufficiale parla di 330 morti accertati di cui almeno 156 bambini. Ma all'appello mancano circa 260 ostaggi. Parte dei loro nomi andrebbero legati ai corpi ancora non riconosciuti, parte potrebbero essere scappati e tornati a casa senza avvisare nessuno nel gran caos che ha seguito il blitz e il massacro, ma una parte potrebbero essere destinati ad aumntare il bilancio finale di questa tragedia.
In fondo, lo ha detto anche il viceprocuratore generale russo Sergei Fridinsky: "Abbiamo contato 330 morti tra cui 156 bambini - ha detto il magistrato - Ma questo bilancio potrebbe peggiorare". I feriti, secondo fonti della Protezione civile dell'Ossezia, sarebbero 704 di cui 259 bambini: 80 in condizioni gravi e oltre 200 già dimessi. Attualmente sarebbero ancora ricoverate 448 persone di cui 248 bambini. Tra le vittime vanno considerati anche dieci uomini delle forze speciali russe morti nella battaglia con i terroristi.
L'insieme di queste cifre, per quanto provvisorie, porta a una prima certezza. Gli ostaggi, nella scuola, erano sicuramente più di mille e non 350 come detto durante le prime 48 ore del sequestro di massa peggiore della storia recente del mondo. Sommando morti e feriti ufficiali si raggiunge quota 1.027; aggiungendo i 260 di cui non si sa più nulla e altri che non si sono neppure presentati in ospedale, si arriva, con tutta probabilità vicino alle 1.200/1.500 persone coinvolte. Esattamente la stima uscita solo alla mattina della tragica conclusione. Come sia stato possibile dare numeri così sbagliati in una città così piccola, è questione sulla quale, ancora, nessuno ha dato una risposta seria.
----->continua<-----
Anche stasera una candela alla finestra.
Perchè non c'è la forza di commentare.
Al Qaeda minaccia l'Italia: «Con Berlusconi premier, sarà un bagno di sangue»di red.
Scorrerà molto sangue in Italia, come l'11 settembre del 2001 negli Stati Uniti, se Silvio Berlusconi continuerà a essere primo ministro. È la minaccia contenuta in un comunicato attribuito ad "al Qaeda", la rete terroristica di Osama bin Laden, diffuso da un sito internet islamico.
«O vi liberate dell'imcompetente Berlusconi o davvero metteremo a ferro e fuoco l'Italia. Vi aspetta un bagno di sangue come quello dell'11 settembre», minaccia la nota inviata al sito ansarnet. Difficile verificare l'autenticità del documento a nome delle "Brigate Abu Hafs al-Masri", le stesse che rivendicarono la strage dell'11 marzo scorso a Madrid e quelle di novembre a Istanbul. Abu Hafs al-Masri guidò le operazioni militari di "al Qaeda" fino a quando non fu ucciso durante l'intervento militare americano in Afghanistan nel 2001.
«Noi siamo già in Italia. Nessuno di voi può sentirsi al sicuro. Finchè rifiuterete di accettare l'offerta del nostro sceicco (bin Laden, ndr) daremo seguito alle nostre minacce. Vi aspetta un bagno di sangue come l'11 settembre», afferma il documento richiamandosi all'ultimatum del capo di 'al Qaedà che aveva dato tempo fino al 15 luglio ai governi europei per ritirare le loro truppe da tutti i Paesi islamici. Per quanto riguarda l'Italia dall'Iraq.
L'ultimatum fu diffuso il 15 aprile con un messaggio audio registrato, la cui autenticità fu poi confermata dagli esperti della Cia. «Questo messaggio non è semplice minaccia», continua quest'ultima nota, «Siamo in grado di colpire qualsiasi obiettivo di nostra scelta con armi non convenzionali che possono causare una catastrofe enorme... Il nostro prossimo messaggio sarà ciò che vedrete nel vostro Paese, non un messaggio internet».
Articolo preso integralmente da L'Unità Online
Piazza Venezia è stata concessa al corteo pacifista
Bush a Roma, divieto di sorvolo per 45 km
Disposizioni e controlli straordinari per la visita del presidente americano. Il prefetto Serra: «Atmosfera di grande serenità»
ROMA - Tutto a pronto a Roma per
garantire la massima sicurezza in vista della visita di George W. Bush in Italia, il 4 e 5 giugno. Al momento non è arrivato nessun allarme terroristico specifico, ma il lavoro delle forze dell'ordine della capitale è stato definito di massimo livello e i dettagli sono stati aggiornati in mattinata nel corso del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza presieduto dal prefetto della capitale,
Achille Serra. Nel comitato ci sono anche il sindaco Walter Veltroni, il questore Nicola Cavaliere, il comandante provinciale dei Carabinieri, Umberto Pinotti e l'assessore alla Sicurezza, Liliana Ferraro.
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Misure di sicurezza davanti all'ambasciata Usa in via Veneto a Roma (Ansa) |
CORTEO PACIFISTA - Uno dei punti cruciali affrontati questa mattina è stato
la concessione di piazza Venezia al corteo pacifista. Una decisione unanime, come ha sottolineato il prefetto. Inoltre, nei giorni caldi della visita del presidente americano, non è prevista nessuna chiusura delle metropolitane. Il prefetto Serra ha sottolineato che «
nessuno darà certamente spazio a provocazioni e l'atmosfera che si respira tra le forze dell'ordine è di grande serenità». Altro aspetto messo in evidenza nel corso del comitato provinciale, è che a Roma tra il 4 e il 5 giugno «non ci sarà schierato nessun reparto d'attacco. Ci sarà naturalmente un disagio fortissimo - ha sottolineato il prefetto - dovuto alle ripercussioni che la visita di Bush avrà sul traffico cittadino».
DIVIETO DI SORVOLO - Per quanto riguarda il programma del presidente americano, non ci sono ancora conferme e i dettagli si sapranno solo all'ultimo momento. Ancora incerta anche l'ora di arrivo dell'Air Force One, previsto per la mattina del 4. E' già certo
il divieto di sorvolo ai piccoli velivoli che utilizzano regole di volo a vista per un raggio di circa 45 chilometri dal centro di Roma e la chiusura al traffico aereo degli aeroporti di Ciampino e Urbe. Nel dispositivo è prevista anche
un'allerta per gli ospedali ed un potenziamento delle strutture di emergenza e del personale specializzato.
IL PROGRAMMA - Il piano di sicurezza è stato integrata da un lavoro di raccolta di
informazioni e sopralluoghi di ogni punto caldo della città, realizzato dalle forze dell'ordine italiano, insieme all'Intelligence Usa. Dal momento in cui arriverà in Italia,
Bush infatti sarà protetto in ogni spostamento da una prima scorta ravvicinata formata solo da agenti americani. Poi seguirà quella dei corpi speciali italiani. Gli spostamenti previsti del presidente Bush per la giornata del 4 giugno sono la visita al Quirinale, alle Fosse Ardeatine e al Vaticano. Per la sera del 4 giugno una cena a Villa Taverna, al quartiere Parioli, residenza dell'ambasciatore americano a Roma, e poi il 5 la visita al presidente del Consiglio, prima della partenza per Parigi.
CONTROLLI - A partire da mercoledì tutte
le rappresentanze americane saranno blindate e presidiate, da Villa Taverna la cui strada resterà chiusa per l'intera giornata, all'Ambasciata americana di via Veneto. Conto alla rovescia anche per quanto riguarda
i controlli che scatteranno a tappeto prima e durante lo svolgimento della visita di Bush e che prevedono l'impiego di agenti delle forze dell'ordine sia nei punti sensibili della città, sia nel sottosuolo, oltre alla dislocazione di tiratori scelti e nuclei mobili di pronto intervento per fronteggiare qualsiasi evenienza.
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Articolo preso integralmente da Ansa.it
UN CUORE DI CIOCCOLATA PER AIUTARE BIMBI CARDIOPATICI
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ROMA - ''Cuori per un bimbo'' e' il titolo della campagna di raccolta fondi promossa dall' 'associazione bambini cardiopatici nel mondo' che coinvolgera' tutti gli autogrill d'Italia dall'11 al 31 marzo. A partire da oggi e fino alla fine del mese, infatti, nei 407 punti vendita sparsi sul territorio nazionale, si potra' acquistare, al prezzo di un euro, un cioccolatino a forma di cuore prodotto dalla Lindt, offrendo con tale gesto un piccolo contributo destinato ai bambini affetti da gravi cardiopatie.
Lo rende noto un comunicato della stessa associazione, nata nel 1994 e attiva sia in Italia che all'estero per portare aiuto ai bambini cardiopatici, attraverso progetti che suppliscono le mancanze delle strutture nazionali in paesi in via di sviluppo come Albania, Camerun, Cina, Egitto, Libia, Romania, Siria, Tunisia e Ucraina. 11/03/2004 17:54
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Articolo preso integralmente da Libero
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15:22 |
Attentato sui treni a Madrid: accusata l'Eta |
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Una serie di esplosioni hanno investito 4 convogli in 3 stazioni nel centro della capitale: almeno 186 i morti e 1.247 feriti. Batasuna, leader del partito separatista basco, nega il coinvolgimento, ma gli fa eco il ministro dell'Interno spagnolo Aceb
MADRID, 11 mar - È stato l'attacco più cruento che l'Eta abbia mai realizzato, quello che ha colpito stamattina al cuore Madrid. Una serie di esplosioni, avvertite nella capitale spagnola tra le 7.35 e le 7.55, che hanno provocato un massacro a bordo di quattro treni di pendolari. Il governo spagnolo ha reso noto che le vittime accertate sono finora 186, mentre i feriti 1247. I convogli, provenienti da Alcala de Henares e Guadalajara, avevano raggiunto le stazioni di Atocha, El Pozo e Santa Eugenia. Secondo il ministro dell'Interno spagnolo, Angel Acebes, i terroristi hanno piazzato tredici ordigni sui quattro treni. Tre sono esplosi su un convoglio fermo ad Atocha, uno su un altro che stava per sopraggiungere nella medesima stazione e che si trovava all'altezza di calle de Tellez. Una bomba è esplosa a Santa Eugenia e altre due a El Pozo. I tre restanti ordigni sono stati localizzati e fatti brillare. Gli attentati si sono verificati con pochi minuti di differenza, a partire dalle 7.39. Acebes ha affermato che gli esplosivi erano composti da titadine e probabilmente nascosti in alcuni zaini. Delle 186 vittime, 67 (26 donne e 41 uomin) sono morte a El Pozo, 17 a Santa Eugenia, 59 nel convoglio che stava raggiungendo Atocha e 30 in quello fermo nella stessa stazione.
La strage accade proprio alla vigilia delle elezioni politiche spagnole, che si terranno domenica prossima. Gli attacchi vengono attribuiti dal governo ai separatisti baschi dell'Eta. Il leader del partito separatista bascoBatasuna ha negato la responsabilità dell'Eta negli attentati di oggi a Madrid, sottolineando che si tratterebbe della "resistenza araba". Ma il portavoce del governo, Eduardo Zaplana, intervistato in diretta dalla televisione, ha accusato il movimento separatista basco e ha definito gli attentati «un'omicidio di massa, un massacro, un chiaro attentato contro la democrazia».
«Non vi è alcun dubbio» che sia stata l'Eta a commettere l'attentato di Madrid. Così il ministro spagnolo degli Interni, Angel Acebes, che ha definito "velenose" le affermazioni del portavoce di Batasuna, il braccio politico dell'Eta, che ha scartato l'ipotesi che dietro l'attentato via sia l'organizzazione separatista basca affermando che «si potrebbe trattare di un'azione della resistenza araba». Acebes ha anche precisato che le esplosioni sono state provocate da tredici bombe.
Non risultano vittime italiane. Lo hanno reso noto fonti della Farnesina, precisando che l'unità di crisi del ministero degli Esteri sta seguendo la situazione in contatto con l'ambasciata italiana a Madrid. «Era come vedere le immagini di una guerra». Così Samuel Lozano, 24 anni, uno dei superstiti all'attentato di questa mattina alla stazione madrilena di Atocha, racconta cosa ha visto dopo l'attentato che ha colpito il treno su cui viaggiava. Il giovane si trovava nell'ultimo vagone del treno diretto a Madrid da Guadalajara.
Il presidente della regione autonoma basca, Juan Jose Ibarretxe, ha condannato gli attentati di questa mattina a Madrid sottolineando che l'Eta non rappresenta il popolo basco. Dalla capitale della regione basca vittoria, Ibarretxe ha definito gli attentati un "orrore dell'Eta" e ha aggiunto: «quando l'Eta attacca il cuore di noi baschi si spezza... quello di oggi è uno di quei giorni che uno non vorrebbe mai vivere». In risposta a un appello urgente del governo spagnolo alla cittadinanza, centinaia di madrileni si sono messi in fila negli ospedali e davanti alle unità mobili per donare il loro sangue per le vittime delle stragi di stamattina.
Si svolgeranno regolarmente le partite di calcio Villarreal-Roma e le altre tre partite del primo turno degli ottavi della Coppa Uefa che interessano le squadre spagnole (Celtic-Barcellona, Genclerbirligi-Valencia e Newcastle-Mallorca), nonostante il cordoglio generale per gli attentati di Madrid. La federazione europea, che anche due anni e mezzo fa, dopo gli attentati dell'11 settembre fece disputare le partite della Champions League, ha ritenuto opportuno non accogliere la richiesta di rinvio avanzata dai quattro club spagnoli. Anche le partite valevoli per la 29.ma giornata della Liga e della Segunda Division spagnole si disputeranno regolarmente nel weekend nonostante gli attentati di stamattina. Lo riferisce il sito internet del quotidiano sportivo spagnolo "Marca". Sabato 13 sono in programma 6 incontri, mentre domenica 14 si disputeranno 15 partite.
La polizia spagnola sta ricercando due individui che, secondo alcuni testimoni, sarebbero saliti e scesi da vari treni pendolari nella stazione di Alcala' de Henares (a nordovest di Madrid) tra le 7.00 e le 7.10, e che potrebbero essere i terroristi che hanno lasciato le cariche esplosive che hanno causato decine di morti nella capitale spagnola. Secondo fonti della sicurezza, questi due individui sono saliti e scesi da quattro treni di periferia diretti verso Madrid.
«Il governo chiede agli spagnoli che manifestino domani per le strade di Spagna. Domani alle diciannove, ci saranno manifestazioni in tutte le città della Spagna». Una chiamata alla mobilitazione dal presidente del governo spagnolo José Maria Aznar, che parlava dal palazzo della Moncloea dopo gli attentati di oggi. Aznar ha lodato la mobilitazione spontanea degli spagnoli, invitandoli a manifestare per significare la determinazione del paese a «farla finita» col terrorismo. «Ho informato il re», ha detto Aznar, ricordando che sono stati decretati tre giorni di lutto nazionale, che ha parlato con i maggiori leader politici spagnoli, che ha ricevuto le condoglianze da tutta Europa «che ho accettato in nome di tutti gli spagnoli». (News2000) |
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INTERVISTA A CIOCCOLATA:ENDPOSTTITLE:
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Cioccolata è stata intervistata!! Date un'occhiata al sito di Marco Minghetti
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Vi siete persi Striscia ieri sera? Bene, allora guardatevi questo servizio...e meditate gente, meditate.
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Non ci sono mai parole adatte per descrivere la rabbia di quello che deve vivere la gente civile innocente a causa di una guerra che non vuole nessuno!!!
Ho trovato questo video da Voloalto, e non si può evitare di mostrare quello che in tv non si vede.
E' un video crudo, le immagini sono terribili. Io a un certo punto ho dovuto chiudere. Se siete troppo sensibili, ve lo sconsiglio.
Ma questa è la realtà.
Video
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| E' MORTO ALBERTO CASTAGNA |
ROMA - Il giornalista e conduttore tv Alberto Castagna e' morto. Castagna e' morto a Roma per una emorragia interna. Era nato a Castiglion Fiorentino (Arezzo) nel 1945.
IL CRONISTA PRESTATO AL VARIETA' Trenta anni di carriera giornalistica ma soprattutto 15 spesi da conduttore tv: per tutti il volto di Alberto Castagna e' soprattutto quello incorniciato dallo zucchetto di lana e dal baffo ammiccante in Stranamore, la trasmissione dagli ascolti record che inauguro' dal '94 una nuova stagione nei format tv. Nato a Castiglion Fiorentino nel 1945, Castagna inizia la carriera giornalistica al 'Piccolo' di Trieste. Nell'81 il passaggio al 'Settimanale', nell'82 l'assuzione al Tg2, in cui, dopo qualche anno in cronaca, diventa inviato speciale. A scoprire le potenzialita' di intrattenitore del cronista cogli occhi azzurri e il baffo sornione e' Pippo Baudo. Nell' 88 gli affida i collegamenti esterni di 'Serata d'onore', il varieta' che, dopo la sforunata esperienza a Canale 5 e il 'purgatorio' su Raitre, segna per Pippo il ritorno sulla grande ribalta. Da li' Castagna passa a 'Mattina 2', dando il via al sodalizio con Michele Guardi'.
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60 anni dopo.
“The one who does not remember history
is bound to live through it again.”
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Innescato da un terremoto di 8,9 gradi Richter al largo di Sumatra

Le coste più colpite in Sri Lanka e India. Allarme per i turisti in Thailandia e Maldive. Fini: 20 italiani feriti. Onde fino in Africa
Un maremoto innescato da un terremoto sottomarino al largo dell'isola indonesiana di Sumatra ha devastato le coste e le isole di numerosi Stati dell'oceano Indiano centrale. Il bilancio delle vittime aumenta di ora in ora: alle 20 se ne contano almeno 11 mila. Svariate migliaia i feriti, ancora ignota la somma dei dispersi tra il gran numero di isole e atolli che affiorano nell'oceano. Le onde dopo ore hanno raggiunto le coste orientali dell'Africa provocando morti e dispersi in Somalia, Kenia e Seychelles.
«20 ITALIANI FERITI» - Il ministro degli esteri Gianfranco Fini ha detto che «alcuni connazionali risultano dispersi» e che risultano 20 italiani feriti: «Abbiamo notizie certe, le famiglie sono state avvertite o sono in via di avvertimento, di alcuni feriti che si trovano negli ospedali di Phuket, 13 per la precisione, e sette negli ospedali delle Maldive, in particolare nella capitale Male». Fini ha smentito la notizia che ci siano anche dei morti.
Il ministero degli Esteri e l'Enac hanno bloccato il traffico aereo dall'Italia per le Maldive. Gli aerei, quindi, fino a diversa disposizione non partiranno: i tre voli previsti dalla Malpensa, per un totale di circa 600 passeggeri, sono stati cancellati.
SOCCORSI - Per l'evacuazione dei connazionali presenti Fini ha precisato che «ci sono tre zone dove stiamo cercando di concentrare con enorme difficoltà coloro che desiderano tornare in patria. Si tratta dello Sri Lanka, di Phuket (Thailandia) e Male (Maldive), tre punti di evacuazione per italiani».
Per far fronte alla catastrofe, ha aggiunto Fini, «si sta agendo di concerto con le unità di crisi e protezione civile degli altri Paesi dell'Unione europea e la protezione civile italiana è stata incaricata del coordinamento».
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E' il mega-annuncio che una donna, la quarantenne Helen Zou, ha affisso vicino al popolare teatro Ritz, in una delle strade più trafficate di Sydney, Australia. La signora Zou elenca le caratteristiche del suo uomo ideale: non fumatore, ironico e solida posizione finanziaria. Il classico buon partito.

Via email da Beppe
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Sono in corso accertamenti per ricostruire la dinamica della tragedia. Forse il piccolo stava maneggiando l'arma
NUORO - È' morto in serata, nel reparto di rianimazione dell'ospedale San Francesco di Nuoro, un bambino di 4 anni colpito accidentalmente da un colpo d'arma da fuoco partito dalla pistola del padre, agente della Polizia di Stato. Le condizioni del piccolo erano apparse subito gravissime e inutili sono stati tutti i tentativi dei medici di salvarlo. La vittima era il figlio unico del poliziotto che presta servizio a Cagliari.
GLI ACCERTAMENTI DELLA QUESTURA - Gli uomini della questura di Nuoro stanno svolgendo accertamenti per verificare la dinamica dell'accaduto. Secondo quanto appreso da fonti della questura, il colpo sarebbe partito mentre il piccolo maneggiava la pistola. La polizia sta indagando per stabilire se al momento del grave incidente il padre del bimbo fosse in casa. L'episodio è avvenuto nel pomeriggio nell'abitazione dell'uomo in via Lollove. È stato il padre a soccorrere il figlio e ad accompagnarlo immediatamente all'ospedale.
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Questa scheda mostra quanti sono.
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Quel gatto sarà stato piccolo si e no un pugno di un uomo. Talmente piccolo, che lo si poteva spezzare. Beh, si è fatto di meglio. Lo si è picchiato, fino a fargli perdere un occhio. E visto che la cosa procurava anche divertimento, lo si è buttato anche nel Tevere. Ma si, tanto che vive a fare un essere inutile del genere.
La foto ritraeva il gattino. Ora sta meglio, un'anima pia si è gettata nel fiume per salvarlo. E lo ha portato da un veterinario.
Eh, si caro. Che uomo vero che sei. Sei proprio un uomo vero, tu che non hai le palle per vedertela con chi è meglio di te - e non è difficile trovarne, ti assicuro - e giustamente sfoghi i tuoi complessi d'inferiorità sugli esserini innocenti.
Mi auguro che tu possa cadere nel più ardente buco nero dell'universo, se mai ce ne fosse uno.
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:TESTO:Azamas, 13 anni: "Quando sono fuggito, ho calpestato
i cadaveri dei miei compagni. A questo mi hanno ridotto
"Non uccideteci, siamo bimbi
loro ridevano e sparavano"
Il racconto delle bestialità: le ragazze violentate, un bambino ucciso per aver bevuto un succo di frutta. E non trova il fratello
dal nostro inviato GIAMPAOLO VISETTI
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| Il dolore di una madre |
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BESLAN - È dalle 6 del mattino che Azamas cammina davanti al cortile della scuola. Stanchissimo, non ha chiuso occhio per tutta la notte. Poi si è messo i pantaloni bianchi della tuta, un gilet di lana gialla e un paio di pantofole rosse. A 13 anni non si rassegna a non vedere più il fratello maggiore. È tornato qui per chiedere ai soccorritori di lasciarlo frugare tra i sacchi neri. Sono ancora stesi sul cortile: dentro i resti delle vittime irriconoscibili. Quando tutto è scoppiato erano assieme.
"Mi sono buttato dalla finestra - racconta - e ho cominciato a correre. Poi mi sono girato e Andrej non c'era". Parla sottovoce, lentamente, e continua a guardare chi arrivi, quando sente dei passi alle spalle. "Non ci davano da mangiare, chi voleva bere pisciava in un bicchiere. Non ci lasciavano parlare. Dovete stare zitti, gridavano. Il papà del mio compagno di banco s'è alzato per tranquillizzare alcune donne che piangevano. Lo hanno ucciso a mitragliate, davanti ai due figli".
Azamas s'avvicina a un soldato e gli chiede se abbia visto un bambino con un maglione rosso. Niente. "Alcune ragazze dell'ultimo anno delle superiori - prosegue - la seconda notte hanno chiesto di poter andare in bagno. Due terroristi le hanno seguite. Poi abbiamo sentito delle grida. Sono durate poco. Le nostre compagne sono uscite dopo venti minuti. Piangevano. Gli uomini con il passamontagna le hanno violentate: poi hanno chiamato altri tre compagni perché facessero lo stesso. Un guerrigliero ha gridato che se ancora qualcuna s'azzardava ad andare in bagno avrebbe fatto la stessa fine. Due mamme sono svenute e per poco non sono state ammazzate".
Non si spiega perché tutto sia successo. Dei rapporti tra Russia e Cecenia non sa nulla. "Alcuni di noi scolari hanno detto ai terroristi: "Lasciateci vivere, siamo solo dei bambini". Un guerrigliero s'è messo a ridere e ha detto che era peggio, se fossimo diventati grandi. Non ci hanno mai detto una parola buona, le donne kamikaze sembravano drogate e non parlavano. Il primo giorno un bambino della 5a classe ha preso dalla cartella un succo di frutta e s'è messo a bere. Uno di quelli s'è tolto il passamontagna, gli ha strappato il succo di mano e se l'è bevuto. Poi ha puntato la pistola alla nuca del nostro compagno e gli ha sparato. Ha detto che non gli piacevano gli indisciplinati".
Azamas dice che non perdonerà. "Quando sono fuggito - spiega - ho calpestato i cadaveri dei miei compagni. A questo mi hanno ridotto".
(5 settembre 2004)
Articolo integralmente preso dalla Repubblica
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Tragedia a Beslan:ENDPOSTTITLE:
:TESTO:
Difficile ricostruire i numeri della tragedia della scuola
I bambini morti sono almeno 156. Oltre 700 i feriti
Beslan: le vittime sono 330
Mancano all'appello 260 persone
Mistero sulla composizione del commando terrorista
Dato ufficiale: 26 unità tutte eliminate. Ma si parla di 50 persone
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| L'interno della scuola distrutta |
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BESLAN - I numeri dela tragedia di Beslan si complicano sempre di più. L'ultimo bilancio ufficiale parla di 330 morti accertati di cui almeno 156 bambini. Ma all'appello mancano circa 260 ostaggi. Parte dei loro nomi andrebbero legati ai corpi ancora non riconosciuti, parte potrebbero essere scappati e tornati a casa senza avvisare nessuno nel gran caos che ha seguito il blitz e il massacro, ma una parte potrebbero essere destinati ad aumntare il bilancio finale di questa tragedia.
In fondo, lo ha detto anche il viceprocuratore generale russo Sergei Fridinsky: "Abbiamo contato 330 morti tra cui 156 bambini - ha detto il magistrato - Ma questo bilancio potrebbe peggiorare". I feriti, secondo fonti della Protezione civile dell'Ossezia, sarebbero 704 di cui 259 bambini: 80 in condizioni gravi e oltre 200 già dimessi. Attualmente sarebbero ancora ricoverate 448 persone di cui 248 bambini. Tra le vittime vanno considerati anche dieci uomini delle forze speciali russe morti nella battaglia con i terroristi.
L'insieme di queste cifre, per quanto provvisorie, porta a una prima certezza. Gli ostaggi, nella scuola, erano sicuramente più di mille e non 350 come detto durante le prime 48 ore del sequestro di massa peggiore della storia recente del mondo. Sommando morti e feriti ufficiali si raggiunge quota 1.027; aggiungendo i 260 di cui non si sa più nulla e altri che non si sono neppure presentati in ospedale, si arriva, con tutta probabilità vicino alle 1.200/1.500 persone coinvolte. Esattamente la stima uscita solo alla mattina della tragica conclusione. Come sia stato possibile dare numeri così sbagliati in una città così piccola, è questione sulla quale, ancora, nessuno ha dato una risposta seria.
----->continua<-----
Anche stasera una candela alla finestra.
Perchè non c'è la forza di commentare.
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Al Qaeda minaccia l'Italia: «Con Berlusconi premier, sarà un bagno di sangue»di red.
Scorrerà molto sangue in Italia, come l'11 settembre del 2001 negli Stati Uniti, se Silvio Berlusconi continuerà a essere primo ministro. È la minaccia contenuta in un comunicato attribuito ad "al Qaeda", la rete terroristica di Osama bin Laden, diffuso da un sito internet islamico.
«O vi liberate dell'imcompetente Berlusconi o davvero metteremo a ferro e fuoco l'Italia. Vi aspetta un bagno di sangue come quello dell'11 settembre», minaccia la nota inviata al sito ansarnet. Difficile verificare l'autenticità del documento a nome delle "Brigate Abu Hafs al-Masri", le stesse che rivendicarono la strage dell'11 marzo scorso a Madrid e quelle di novembre a Istanbul. Abu Hafs al-Masri guidò le operazioni militari di "al Qaeda" fino a quando non fu ucciso durante l'intervento militare americano in Afghanistan nel 2001.
«Noi siamo già in Italia. Nessuno di voi può sentirsi al sicuro. Finchè rifiuterete di accettare l'offerta del nostro sceicco (bin Laden, ndr) daremo seguito alle nostre minacce. Vi aspetta un bagno di sangue come l'11 settembre», afferma il documento richiamandosi all'ultimatum del capo di 'al Qaedà che aveva dato tempo fino al 15 luglio ai governi europei per ritirare le loro truppe da tutti i Paesi islamici. Per quanto riguarda l'Italia dall'Iraq.
L'ultimatum fu diffuso il 15 aprile con un messaggio audio registrato, la cui autenticità fu poi confermata dagli esperti della Cia. «Questo messaggio non è semplice minaccia», continua quest'ultima nota, «Siamo in grado di colpire qualsiasi obiettivo di nostra scelta con armi non convenzionali che possono causare una catastrofe enorme... Il nostro prossimo messaggio sarà ciò che vedrete nel vostro Paese, non un messaggio internet».
Articolo preso integralmente da L'Unità Online
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Bush a Roma:ENDPOSTTITLE:
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Piazza Venezia è stata concessa al corteo pacifista
Bush a Roma, divieto di sorvolo per 45 km
Disposizioni e controlli straordinari per la visita del presidente americano. Il prefetto Serra: «Atmosfera di grande serenità»
ROMA - Tutto a pronto a Roma per
garantire la massima sicurezza in vista della visita di George W. Bush in Italia, il 4 e 5 giugno. Al momento non è arrivato nessun allarme terroristico specifico, ma il lavoro delle forze dell'ordine della capitale è stato definito di massimo livello e i dettagli sono stati aggiornati in mattinata nel corso del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza presieduto dal prefetto della capitale,
Achille Serra. Nel comitato ci sono anche il sindaco Walter Veltroni, il questore Nicola Cavaliere, il comandante provinciale dei Carabinieri, Umberto Pinotti e l'assessore alla Sicurezza, Liliana Ferraro.
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Misure di sicurezza davanti all'ambasciata Usa in via Veneto a Roma (Ansa) |
CORTEO PACIFISTA - Uno dei punti cruciali affrontati questa mattina è stato
la concessione di piazza Venezia al corteo pacifista. Una decisione unanime, come ha sottolineato il prefetto. Inoltre, nei giorni caldi della visita del presidente americano, non è prevista nessuna chiusura delle metropolitane. Il prefetto Serra ha sottolineato che «
nessuno darà certamente spazio a provocazioni e l'atmosfera che si respira tra le forze dell'ordine è di grande serenità». Altro aspetto messo in evidenza nel corso del comitato provinciale, è che a Roma tra il 4 e il 5 giugno «non ci sarà schierato nessun reparto d'attacco. Ci sarà naturalmente un disagio fortissimo - ha sottolineato il prefetto - dovuto alle ripercussioni che la visita di Bush avrà sul traffico cittadino».
DIVIETO DI SORVOLO - Per quanto riguarda il programma del presidente americano, non ci sono ancora conferme e i dettagli si sapranno solo all'ultimo momento. Ancora incerta anche l'ora di arrivo dell'Air Force One, previsto per la mattina del 4. E' già certo
il divieto di sorvolo ai piccoli velivoli che utilizzano regole di volo a vista per un raggio di circa 45 chilometri dal centro di Roma e la chiusura al traffico aereo degli aeroporti di Ciampino e Urbe. Nel dispositivo è prevista anche
un'allerta per gli ospedali ed un potenziamento delle strutture di emergenza e del personale specializzato.
IL PROGRAMMA - Il piano di sicurezza è stato integrata da un lavoro di raccolta di
informazioni e sopralluoghi di ogni punto caldo della città, realizzato dalle forze dell'ordine italiano, insieme all'Intelligence Usa. Dal momento in cui arriverà in Italia,
Bush infatti sarà protetto in ogni spostamento da una prima scorta ravvicinata formata solo da agenti americani. Poi seguirà quella dei corpi speciali italiani. Gli spostamenti previsti del presidente Bush per la giornata del 4 giugno sono la visita al Quirinale, alle Fosse Ardeatine e al Vaticano. Per la sera del 4 giugno una cena a Villa Taverna, al quartiere Parioli, residenza dell'ambasciatore americano a Roma, e poi il 5 la visita al presidente del Consiglio, prima della partenza per Parigi.
CONTROLLI - A partire da mercoledì tutte
le rappresentanze americane saranno blindate e presidiate, da Villa Taverna la cui strada resterà chiusa per l'intera giornata, all'Ambasciata americana di via Veneto. Conto alla rovescia anche per quanto riguarda
i controlli che scatteranno a tappeto prima e durante lo svolgimento della visita di Bush e che prevedono l'impiego di agenti delle forze dell'ordine sia nei punti sensibili della città, sia nel sottosuolo, oltre alla dislocazione di tiratori scelti e nuclei mobili di pronto intervento per fronteggiare qualsiasi evenienza.
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Articolo preso integralmente da Ansa.it
UN CUORE DI CIOCCOLATA PER AIUTARE BIMBI CARDIOPATICI
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ROMA - ''Cuori per un bimbo'' e' il titolo della campagna di raccolta fondi promossa dall' 'associazione bambini cardiopatici nel mondo' che coinvolgera' tutti gli autogrill d'Italia dall'11 al 31 marzo. A partire da oggi e fino alla fine del mese, infatti, nei 407 punti vendita sparsi sul territorio nazionale, si potra' acquistare, al prezzo di un euro, un cioccolatino a forma di cuore prodotto dalla Lindt, offrendo con tale gesto un piccolo contributo destinato ai bambini affetti da gravi cardiopatie.
Lo rende noto un comunicato della stessa associazione, nata nel 1994 e attiva sia in Italia che all'estero per portare aiuto ai bambini cardiopatici, attraverso progetti che suppliscono le mancanze delle strutture nazionali in paesi in via di sviluppo come Albania, Camerun, Cina, Egitto, Libia, Romania, Siria, Tunisia e Ucraina. 11/03/2004 17:54
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Articolo preso integralmente da Libero
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15:22 |
Attentato sui treni a Madrid: accusata l'Eta |
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Una serie di esplosioni hanno investito 4 convogli in 3 stazioni nel centro della capitale: almeno 186 i morti e 1.247 feriti. Batasuna, leader del partito separatista basco, nega il coinvolgimento, ma gli fa eco il ministro dell'Interno spagnolo Aceb
MADRID, 11 mar - È stato l'attacco più cruento che l'Eta abbia mai realizzato, quello che ha colpito stamattina al cuore Madrid. Una serie di esplosioni, avvertite nella capitale spagnola tra le 7.35 e le 7.55, che hanno provocato un massacro a bordo di quattro treni di pendolari. Il governo spagnolo ha reso noto che le vittime accertate sono finora 186, mentre i feriti 1247. I convogli, provenienti da Alcala de Henares e Guadalajara, avevano raggiunto le stazioni di Atocha, El Pozo e Santa Eugenia. Secondo il ministro dell'Interno spagnolo, Angel Acebes, i terroristi hanno piazzato tredici ordigni sui quattro treni. Tre sono esplosi su un convoglio fermo ad Atocha, uno su un altro che stava per sopraggiungere nella medesima stazione e che si trovava all'altezza di calle de Tellez. Una bomba è esplosa a Santa Eugenia e altre due a El Pozo. I tre restanti ordigni sono stati localizzati e fatti brillare. Gli attentati si sono verificati con pochi minuti di differenza, a partire dalle 7.39. Acebes ha affermato che gli esplosivi erano composti da titadine e probabilmente nascosti in alcuni zaini. Delle 186 vittime, 67 (26 donne e 41 uomin) sono morte a El Pozo, 17 a Santa Eugenia, 59 nel convoglio che stava raggiungendo Atocha e 30 in quello fermo nella stessa stazione.
La strage accade proprio alla vigilia delle elezioni politiche spagnole, che si terranno domenica prossima. Gli attacchi vengono attribuiti dal governo ai separatisti baschi dell'Eta. Il leader del partito separatista bascoBatasuna ha negato la responsabilità dell'Eta negli attentati di oggi a Madrid, sottolineando che si tratterebbe della "resistenza araba". Ma il portavoce del governo, Eduardo Zaplana, intervistato in diretta dalla televisione, ha accusato il movimento separatista basco e ha definito gli attentati «un'omicidio di massa, un massacro, un chiaro attentato contro la democrazia».
«Non vi è alcun dubbio» che sia stata l'Eta a commettere l'attentato di Madrid. Così il ministro spagnolo degli Interni, Angel Acebes, che ha definito "velenose" le affermazioni del portavoce di Batasuna, il braccio politico dell'Eta, che ha scartato l'ipotesi che dietro l'attentato via sia l'organizzazione separatista basca affermando che «si potrebbe trattare di un'azione della resistenza araba». Acebes ha anche precisato che le esplosioni sono state provocate da tredici bombe.
Non risultano vittime italiane. Lo hanno reso noto fonti della Farnesina, precisando che l'unità di crisi del ministero degli Esteri sta seguendo la situazione in contatto con l'ambasciata italiana a Madrid. «Era come vedere le immagini di una guerra». Così Samuel Lozano, 24 anni, uno dei superstiti all'attentato di questa mattina alla stazione madrilena di Atocha, racconta cosa ha visto dopo l'attentato che ha colpito il treno su cui viaggiava. Il giovane si trovava nell'ultimo vagone del treno diretto a Madrid da Guadalajara.
Il presidente della regione autonoma basca, Juan Jose Ibarretxe, ha condannato gli attentati di questa mattina a Madrid sottolineando che l'Eta non rappresenta il popolo basco. Dalla capitale della regione basca vittoria, Ibarretxe ha definito gli attentati un "orrore dell'Eta" e ha aggiunto: «quando l'Eta attacca il cuore di noi baschi si spezza... quello di oggi è uno di quei giorni che uno non vorrebbe mai vivere». In risposta a un appello urgente del governo spagnolo alla cittadinanza, centinaia di madrileni si sono messi in fila negli ospedali e davanti alle unità mobili per donare il loro sangue per le vittime delle stragi di stamattina.
Si svolgeranno regolarmente le partite di calcio Villarreal-Roma e le altre tre partite del primo turno degli ottavi della Coppa Uefa che interessano le squadre spagnole (Celtic-Barcellona, Genclerbirligi-Valencia e Newcastle-Mallorca), nonostante il cordoglio generale per gli attentati di Madrid. La federazione europea, che anche due anni e mezzo fa, dopo gli attentati dell'11 settembre fece disputare le partite della Champions League, ha ritenuto opportuno non accogliere la richiesta di rinvio avanzata dai quattro club spagnoli. Anche le partite valevoli per la 29.ma giornata della Liga e della Segunda Division spagnole si disputeranno regolarmente nel weekend nonostante gli attentati di stamattina. Lo riferisce il sito internet del quotidiano sportivo spagnolo "Marca". Sabato 13 sono in programma 6 incontri, mentre domenica 14 si disputeranno 15 partite.
La polizia spagnola sta ricercando due individui che, secondo alcuni testimoni, sarebbero saliti e scesi da vari treni pendolari nella stazione di Alcala' de Henares (a nordovest di Madrid) tra le 7.00 e le 7.10, e che potrebbero essere i terroristi che hanno lasciato le cariche esplosive che hanno causato decine di morti nella capitale spagnola. Secondo fonti della sicurezza, questi due individui sono saliti e scesi da quattro treni di periferia diretti verso Madrid.
«Il governo chiede agli spagnoli che manifestino domani per le strade di Spagna. Domani alle diciannove, ci saranno manifestazioni in tutte le città della Spagna». Una chiamata alla mobilitazione dal presidente del governo spagnolo José Maria Aznar, che parlava dal palazzo della Moncloea dopo gli attentati di oggi. Aznar ha lodato la mobilitazione spontanea degli spagnoli, invitandoli a manifestare per significare la determinazione del paese a «farla finita» col terrorismo. «Ho informato il re», ha detto Aznar, ricordando che sono stati decretati tre giorni di lutto nazionale, che ha parlato con i maggiori leader politici spagnoli, che ha ricevuto le condoglianze da tutta Europa «che ho accettato in nome di tutti gli spagnoli». (News2000) |
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